memoria genetica dei cani

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memoria genetica dei cani

Messaggiodi DebZeroPaw » mercoledì 14 aprile 2010, 17:10

sul numero di Aprile della rvista "i nostri Cani", tra le varie starne e quaglie (Birkaaaaa !! platz!!! Zitttt!!)
c'è un articolo molto interessante di Renata Fossati in cui si tende ad analizzare il processo di apprendimento dei cani, e quindi il loro comportamento, suddividendo la loro memoria tre "partizioni":

cito testualmente le parole della Fossati:

Per comprendere meglio il processo di apprendimento dei cani e, conseguentemente, il loro comportamento, ho suddiviso in tre parti la loro memoria:
1) memoria di ceppo
2) memoria di razza recente
3) memoria soggettiva
L’apprendimento ed il comportamento dei cani é condizionato in buona parte da questi tre fattori. L’educazione, l’addestramento e l’ambiente avranno sicuramente influenze significative sulla vita del cane, ma non potranno neutralizzare facilmente la prima e la seconda memoria, mentre contribuiranno allo sviluppo della terza.

1) Memoria di ceppo

E’ quella che condiziona maggiormente le rappresentazioni mentali dei cani ed il loro comportamento. Essendo stati selezionati per compiere una funzione, vennero privilegiati quegli istinti che meglio si adattavano a risolvere il compito richiesto loro dall’uomo. Per esempio, dovendo selezionare un cane da guardia, si tennero in considerazione quei soggetti che istintivamente segnalavano la presenza di estranei e difendevano il territorio. Questo concetto è valso per tutte le altre funzioni come la difesa, la caccia, la pastorizia e il traino. Gli istinti consentono al cane di rispondere a stimoli provenienti dall’ambiente in maniera istantanea e automatica : ovviamente, purché siano liberi di poterlo fare. Utilizzando gli istinti più evidenti che il cane manifestava, l’uomo riuscì ad addestrarlo in maniera efficace.

2) Memoria di razza recente

Nell’era moderna, l’opera degli allevatori ha condizionato la selezione dei cani non solo nell’aspetto morfologico (standard di razza) ma anche nello sviluppo della condizione psicologica e della percezione ambientale. Ogni allevatore professionista seleziona all’interno del proprio allevamento una specifica linea di sangue, crea cioè un piano di allevamento per l’utilizzo di precise genealogie, scelte con attenzione, al fine di produrre soggetti che abbiano le caratteristiche morfologiche desiderate. Tutto questo processo di selezione non ha però considerato con attenzione gli aspetti psicologici e cognitivi che i piani di allevamento portavano con sé. Forse perché l’ereditarietà dei caratteri psicologici non era ancora ben definita o forse perché è veramente difficile per un allevatore rinunciare ad uno stallone o ad una fattrice molto belli morfologicamente “solo” perché hanno qualche problema comportamentale. Questa seconda memoria esiste al punto tale che ha creato notevoli errori nell’interpretazione del comportamento dei cani. Per esempio, molti cacciatori sono convinti che certi cuccioli delle razze da caccia nascano con la paura dello sparo; credono sia un comportamento ereditato e riferito solo allo sparo. La complessità della situazione che potrebbe comprendere fattori ereditari del sistema nervoso, emozionale e cognitivo, non viene presa in considerazione. Ma la rilevanza di un comportamento simile riferito alla paura dello sparo tra soggetti parenti tra loro, dimostra l’ereditarietà degli aspetti psicologici e cognitivi.

3) Memoria soggettiva

Questa terza memoria rappresenta la soggettività di ogni cane come individuo unico e irripetibile. Nella sua mente sono presenti tracce significative delle altre due memorie (di ceppo e di razza recente), ma in quale percentuale è difficile da stabilire. La memoria soggettiva non deve essere scambiata con l’indole del cane (o la personalità del cane), poiché l’indole è la somma delle tre memorie (di ceppo, di razza recente e soggettiva). La memoria soggettiva è composta anche da fattori acquisiti quali: l’educazione,
l’addestramento, le condizioni di vita in cui il cane vive, la deprivazione sensoriale o affettiva, la salute; cioè tutte le esperienze che l’uomo gli consentirà o meno di fare.

I RIFLESSI SUL COMPORTAMENTO

Le tre memorie regolano le rappresentazioni mentali dei cani, cioè sono in grado di modificare i rapporti tra gli istinti innati e le esperienze acquisite durante la crescita.
Gli istinti sono energia innata, cioè una “risposta organizzata” del sistema nervoso verso uno stimolo che proviene dall’ambiente. E’ stato accertato da tempo che queste “risposte organizzate” possono subire modificazioni dovute all’apprendimento. Per esempio, è possibile insegnare ad un cane da difesa a non attaccare le persone estranee che entrano nel suo territorio, in presenza del padrone.


Ora, vi invito a leggere il resto dell'articolo su
http://www.enci.it/rivista/articolo.php ... 4&ordine=6
in quanto offre spunti interessanti di discussione, anche in merito ai tristi fatti di cronaca che vedono protagonisti cani che attaccano l'uomo, ultimo dei quali il caso del rottweiler di cui si è già parlato nel forum.
Aspetto i vostri commenti !!
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Re: memoria genetica dei cani

Messaggiodi tony soprano » mercoledì 14 aprile 2010, 18:34

devo finire una cosa, per cui lo leggerò meglio domani......con tutto il rispetto di chi l'ha scritto a me sta cosa sembra una sua supposizione a mio avviso pure buttata lì così....non lo sò....domani me lo leggo con calma e vedrò se ho capito male io :mrgreen: anche perchè minimizzare così una cosa come la genetica è abbastanza rischiosa :some: :adios:
poi memoria di razza recente e memoria soggettiva.......mà
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Re: memoria genetica dei cani

Messaggiodi DAN » mercoledì 14 aprile 2010, 18:54

io l ' ho trovato interessante !
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Re: memoria genetica dei cani

Messaggiodi sara.corrias » giovedì 15 aprile 2010, 6:01

Molte cose mi trovano daccordo!


Il cane è l'essere che più di tutti ha subito le nostre manipolazioni, in lui non abbiamo ottenuto solo cambiamenti morfologici e funzionali, ma anche e sopratutto caratteriali con differenze enormi da razza a razza, certe razze si comportano in modo talmente diverso le une dalle altre che ci si domanda se appartengano alla stessa specie!!


Il rovescio della medaglia è che purtroppo ha subito con le nostre manipolazioni anche danni gravissimi!!!!
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Re: memoria genetica dei cani

Messaggiodi Nessuno » giovedì 15 aprile 2010, 12:54

Sinceramente non mi sembra male il concetto.
Magari si può discutere sui termini, però penso che se ci mettiamo ad osservare un po' i nostri cani non dovremmo fare molta fatica a riconoscere quanto descritto.
Assolutamente da sottolineare, che quindi condivido al 1000%, è l'ultima conclusione che fa l'autrice:
Infine, adeguarsi all’idea che le razze canine presentano caratteristiche differenti tra loro sia morfologiche che psicologiche e cognitive e, conseguentemente, le loro aspettative, le loro emozioni, le loro rappresentazioni mentali e le loro reazioni all’ambiente sono differenti.
Sono infatti convinto che moltissimi, se non tutti, gli "incidenti" che compaiono in cronaca siano frutto dell'inosservanza di questo elemento.
Micro$oft? No grazie, sto cercando di smettere!Immagine è meglio!Immagine
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Re: memoria genetica dei cani

Messaggiodi AnnaP » giovedì 15 aprile 2010, 14:07

Anche a me sembra molto interessante, anche se non nuovo come discorso, e nemmeno difficile a concepire vivendo vicino ad un cane..(nel mio caso PT) ..

Hanno una memoria che matura e aumenta accumulando esperienza, e possono imparare qualunque cosa, basta che chi insegna sia in grado di farlo, infatti se inesperti si rischia di fare confusione, nelle varie memorie, ed è poi difficilissimo rientrare nel giusto binario.
Se associano bene una cosa...sia per convenienza che per paura o qualunque altro motivo...non la dimenticano mai...è come se fosse al piano di sotto...ferma...sembra dimenticata...ma appena si presenta...l'associazione fatta..che magari a noi sfugge...ecco che tutto è presente..

Io sono molto affascinata da questo connubio di memorie...e sinceramente quando lo osservo rimango estasiata...nel vedere come ogni sua azione fa un preciso riferimento ad una cosa...
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Re: memoria genetica dei cani

Messaggiodi tony soprano » giovedì 15 aprile 2010, 16:48

non trovo sbagliato il concetto, quanto la forma......tal Lorenz anni e anni e anni e anni e anni :mrgreen: orsono ha detto più o meno le stesse cose basandosi però sul solo presupposto di lupo = cane......per questo non lo trovo nè interessante e nemmeno innovativo......poi può darsi che non appena lo leggo tutto e bene :mrgreen: capisco (al solito) che mi sbaglio..... :adios: :some:
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Re: memoria genetica dei cani

Messaggiodi DebZeroPaw » giovedì 15 aprile 2010, 22:24

trovo molto interessanti le considerazioni finali che fa l'autrice, specialmente questi punti:


* La selezione delle razze dovrebbe tenere conto tanto dell’aspetto morfologico quanto di quello attitudinale, psicologico e cognitivo degli stalloni e delle fattrici.
* L’ereditarietà dei tratti attitudinali dovuti alla funzione per la quale una data razza è stata selezionata nel tempo, andrebbero correlati con attenzione ai tratti psicologici e cognitivi degli stalloni e delle fattrici.


capita spesso che allevatori senza una visione globale di come dovrebbe essere un cane per poter vivere in armonia insieme agli uomini, o, in altre parole, allevatori senza scrupolo, tendano a privilegiare l'aspetto morfologico dei riproduttori, con l'occhio rivolto quasi esclusivamente allo standard, alla bellezza del mantello, alle proporzioni fisiche, senza considerare l'aspetto caratteriale... con conseguenze disastrose per la razza.
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